18 Settembre 2016

Milano

Piazza Affari

LA GARA

Prima di tutto scegli se partecipare da solo o in gruppo; recati all’accettazione all’interno del Villaggio e una volta ricevuto il kit di partecipazione sei pronto per partire! Utilizza la mappa per raggiungere i punti di controllo situati lungo il percorso. Scegli la strada più veloce e trova rapidamente l’oggetto indicato sulla mappa. All’arrivo, se hai portato a termine correttamente il percorso entri nella classifica. Consulta il sito nei giorni successivi all’evento per scoprire come ti sei posizionato, se hai vinto uno dei premi in palio e per visionare tutte le foto della giornata.

È prevista la partecipazione singola o a squadre. Ogni partecipante maggiorenne ha diritto ad un kit gioco che può scegliere se utilizzare singolarmente o se condividere la partecipazione con amici o parenti.

 

Inizia ad allenarti!

Qui sotto trovi tante informazioni utili sulla città di Milano che ti serviranno per portare a termine la tua gara!

Milano occupa un’area di 181,76 km² a occidente della Lombardia, a 25 km a est del fiume Ticino, a 25 km ad ovest dell’Adda, a 35 km a nord del Po ed a 50 km a sud del lago di Como, lungo la cosiddetta “linea delle risorgive”, laddove cioè vi è l’incontro, nel sottosuolo, tra strati geologici a differente permeabilità, cosa che permette alle acque profonde di riaffiorare in superficie.
La città poggia su un’unica tipologia di roccia, di origine fluvio-glaciale a cemento carbonatico, comune a tutta la pianura padana. La caratteristica principale è quella di essere facilmente carsificabile.
Tantissimi sono attualmente i corsi d’acqua, naturali e non, che si trova sotto il manto stradale.
Fra quelli che scorrono in città ricordiamo il Lambro, alla periferia orientale, il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, l’uno entrando e l’altro uscendo dalla darsena di porta Ticinese, la Martesana, da Cascina Gobba alla Cassina de’ pomm, la Vettabbia, da Morivione, e il Lambro meridionale, da piazza delle Milizie. Il sistema non è naturalmente più navigabile ma conserva inalterato il suo potenziale irriguo.
Oltre a queste importanti vie idriche, a Milano convergono storicamente importanti vie di comunicazioni di importanza regionale, nazionale e internazionale.
Innanzitutto occorre considerare la rete stradale romana, la via Aemilia in primis, nata nel 187 a.C. per collegare l’Adriatico agli insediamenti pedeappenninici, proseguita in età augustea fino a Mediolanum e ad Augusta Praetoria. Si annoverano quindi la strada per Comum e i passi transalpini, la pedemontana per Bergomum e le provincie venete e a sud quella diretta a Ticinum, cioè Pavia e i paesi dei Liguri. Più tarda è la strada del Sempione.
Tale proficua collocazione nel contesto di una pianura molto fertile, ha influenzato notevolmente la storia della città ed il ruolo che essa ha avuto nei confronti della nazione italiana e dei paesi transalpini.
La superficie che occupa attualmente Milano ha dimensione superiori a quella di alcune città europee come Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Dublino.
E’ situata a occidente del bacino della Val Padana, e tale posizione le un clima semi-continentale. Come gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione e ciò favorisce il ristagno delle nebbie
Gli inverni milanesi sono più freddi rispetto a quelli delle città costiere, senza però raggiungere gli estremi tipici dei climi continentali dell’Europa centrale, grazie alla protezione fornita dalla catena delle Alpi. Le estati sono calde e poco ventilate e molto umide e quindi decisamente afose ma interessate da diversi temporali.

Popolazione Residente: 3.075.083
Densità per Kmq: 1.947,6
Superficie: 1.578,90 Kmq

Tre sono i parchi urbani storici della città:
I Giardini Pubblici (oggi dedicati a Indro Montanelli), primo parco milanese espressamente destinato all’uso ricreativo.
Nella seconda metà del XVIII secolo l’area dei giardini pubblici era un grande appezzamento di terreno, sul bordo settentrionale della città. Era di proprietà della famiglia Dugnani e suddiviso in orti coltivati in affitto, attraversato da una rete di corsi d’acqua di cui rimangono tracce visibile nei laghetti e canaletti presenti nei giardini pubblici stessi.
Nel 1780 l’arciduca Ferdinando d’Asburgo-Este, viceré a Milano dall’ottobre 1771 al maggio del 1796, incaricò l’architetto Giuseppe Piermarini di trasformare quell’area in un parco pubblico. I lavori furono realizzati tra il 1782 e il 1786, sotto la direzione del capomastro Giuseppe Crippa, e il 26 settembre 1786 il Piermarini effettuò il collaudo di tutte le opere approvandole: furono i primi giardini pubblici della città.
Il Parco Sempione, realizzato a fine Ottocento sull’area già occupata dalla piazza d’armi. Il nome deriva dal corso Sempione, il monumentale asse stradale realizzato in epoca napoleonica.
Il parco sorge dove un tempo si trovava il parco ducale visconteo chiamato “Barcho” La vegetazione presente era prevalentemente composta da querce e castagneti.
Con la caduta degli Sforza e la dominazione spagnola il parco venne abbandonato e nel 1861 in parte venne destinato all’agricoltura, l’area dove attualmente sorge il Parco Sempione invece venne usata come piazza d’armi per i militari che stazionavano vicino al Castello Sforzesco.
Durante l’età napoleonica l’architetto Giovanni Antonio Antolini progettò la costruzione di un grande complesso edilizio intorno al castello, battezzato “Foro Buonaparte” in onore di Napoleone. Il progetto non venne mai realizzato, e al suo posto si trasformò la piazza d’armi in un grande prato per usi civici, ornato sul lato nord-orientale dall’Arena, e sul lato nord-occidentale dall’Arco della Pace, punto d’inizio dell’asse del Sempione.
Dopo l’Unità d’Italia cessò l’utilizzo militare dell’area. Successivamente, il parco, tradizionalmente denominato “Parco Sempione”, venne realizzato tra il 1888 e il 1894 secondo il progetto dell’architetto Emilio Alemagna, che prevedeva viali percorribili da carrozze, un laghetto e un belvedere dove attualmente sorge la Biblioteca del Parco Sempione, il verde venne progettato secondo il modello romantico dei parchi all’inglese.
Il Parco Ravizza fu progettato in occasione di uno dei primi tentativi di espansione della città di Milano avvenuti sul finire dell’Ottocento. L’area venne già destinata a parco pubblico dal piano regolatore Beruto del 1889, ma venne realizzato solo nel 1902, quando venne completata la demolizione della cascina Camporicco che ne occupava lo spazio.
Il parco venne successivamente intitolato ad Alessandrina Ravizza, divenne molto popolare come ritrovo diurno di studenti a partire dagli anni quaranta dopo che venne costruita nei suoi pressi la nuova sede dell’Università Bocconi (1938-1941).
Fino agli anni trenta del XX secolo il centro storico era ricco di giardini privati, oggi molto ridotti e sostituiti da lottizzazioni residenziali.
Altri parchi urbani di medie dimensioni, di realizzazione più recente, sono il Parco delle Basiliche, così chiamato perché collega la Basilica di San Lorenzo e la Basilica di Sant’Eustorgio, il Parco Don Giussani comunemente conosciuto come Parco Solari, intitolato nel 2006 a Don Giussani, il Parco Vittorio Formentano, noto anche come Parco di Largo Marinai d’Italia, è un parco senza recinzione e quindi sempre accessibile, e il Parco Nord, è un parco periurbano metropolitano che si estende tra i Comuni di Milano, Bresso, Cusano Milanino, Cormano, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni.
Parchi di estensione maggiore si trovano fuori dall’area edificata, e sono: il Parco Lambro, uno dei più grandi della città di Milano che tocca anche il territorio di Segrate. La sua caratteristica principale è l’omonimo fiume che lo attraversa e ne traccia l’andamento, il Parco Forlanini, situato di fronte all’aeroporto di Linate dedicato al pioniere dell’aviazione Enrico Forlanini. il Parco delle Cave, il secondo parco di Milano per dimensioni, caratterizzato da quattro laghi, boschi, corsi d’acqua, orti urbani, un’area agricola con marcite e soprattutto la cascina Linterno che insieme al Boscoincittà, parco che comprende boschi, radure, corsi d’acqua, un laghetto e un’antica cascina e al Parco di Trenno, caratterizzato da ampi prati e lunghi viali rettilinei, percorribili sia a piedi sia in bicicletta, costituisce parte del Parco Agricolo Sud Milano.
Ad est della città, presso l’Aeroporto di Linate, nel territorio dei comuni di Segrate e Peschiera Borromeo, si trova l’Idroscalo, un vasto bacino artificiale scavato nel 1928-1930 per l’ammaraggio e il decollo degli idrovolanti, e riconvertito già nel 1934 ad area per gare e attività sportive e uso balneare pubblico. Molto frequentato nei mesi estivi, l’Idroscalo è un po’ “il mare dei milanesi”.

Re della cucina milanese è il risotto, giallo con lo zafferano o nelle sue numerose varianti, appena fatto o “al salto”.
Molto varia per gli apporti delle campagne circostanti, delle tradizioni del territorio che la circonda e anche per le diverse dominazioni straniere succedutesi nei secoli, la cucina milanese oggi conserva alcuni piatti tradizionali, talvolta rivisitati.
Ricordiamo il minestrone, la busecca (trippa in umido), le minestre di riso in brodo la cassoeula (maiale e verze), ceci e tempia di maiale, i cotelett (costolette) o el fidegh (fegato) a la milanesa, gli ossi buchi, la frittura mista (cervella, animelle e rigaglie di pollo), el rostin negàa nodino di vitello rosolato e poi annegati nel vino bianco, i mondeghili (polpette) fritte o involtate nella verza, il vitell tonné, i bolliti misti e il fritto di lesso, il manz in grass de rost.
Tra i dolci tradizionali ricordiamo oltre al panatton (panettone), anche un dolce autunnale a base di castagne la busechina.

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